Procida

Procida, l’isola dai mille colori

La piccola isola di Procida (circa 4 km quadrati di superficie), è forse la meno conosciuta delle Isole Flegree, di fronte a Napoli. Con vicine rinomate come Capri e Ischia, non è difficile capire perchè Procida sia meno frequentata dai turisti.

Procida

Eppure questa piccola isola è una meraviglia tipicamente italiana, dove trascorrere una vacanza o semplicemente ritirarsi per un periodo più o meno breve, in cerca di pace e tranquillità. Infatti Procida è lontanissima dalla mondanità modaiola delle isole vicine. E’ un’isola semplice e operosa, dove il mare è il protagonista della vita quotidiana.

Procida
Marina Grande

Non posso dire di aver sempre desiderato andarci. In effetti, l’idea di questo viaggio mi è venuta di recente, leggendo un libro, “Le poche cose certe”, di Valentina Farinaccio. Ho iniziato a documentarmi, e ho visto foto che mi hanno definitivamente convinta.  Procida inoltre è protagonista di altri libri, come  “L’isola di Arturo” (Elsa Morante) e “Graziella” (Alphonse de Lamartine) e film come “Il Postino”, con Massimo Troisi, e “Il talento di Mr.Ripley”, di Anthony Minghella. Referenze di tutto rispetto, no?

Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.» E. Morante, “L’isola di Arturo”

Procida

Come raggiungere Procida

Procida si raggiunge  dai porti di Pozzuoli o Napoli, e la traversata dura circa 30 minuti, con la barca veloce. Sono molto frequenti i collegamenti con la vicina Ischia, che si raggiunge in soli 15 minuti.

Procida
Il porto di Pozzuoli

I biglietti si possono fare facilmente online, scegliendo il porto di partenza, l’orario e la durata del viaggio. Acquistando i biglietti online, bisogna ricordarsi di fare il check-in presso la biglietteria del porto prima di imbarcarsi (senza check-in non si sale a bordo!).

Marina Grande

Già all’avvicinarsi del traghetto al porto di Procida, il cuore ha avuto un sussulto. E’ stato letteralmente un colpo di fulmine tra me e la baia, il profilo di Torre Murata, le innumerevoli barchette e le case tutte colorate così da essere riconosciute dai pescatori di ritorno dal mare aperto.

Procida

Molte case presentano impietosamente i segni del tempo, con facciate dalla vernice scrostata e portoncini arrugginiti, eppure Procida ha un fascino oggettivo, che conquista al primo sguardo.

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La Marina Grande è tutto un susseguirsi di ristoranti, bar e gelaterie, con i turisti che passeggiano avanti e indietro e i pescatori che aspettano pazienti con le loro canne che i pesci abbocchino.

Procida

Pur essendo di dimensioni limitate, l’isola conta ben 11.000 residenti. La gente è molto ospitale, pronta a dare indicazioni e suggerimenti. Tutti vogliono aiutarvi a  scoprire l’isola, consigliandovi con orgoglio gli angoli più segreti o i punti panoramici più suggestivi.

Procida

Procida si gira benissimo a piedi, da un estremo all’altro dell’isola. Camminando in lungo e in largo si raggiungono tutti i punti d’interesse, comprese le spiagge, scoprendo anche molti punti perfetti per ammirare il panorama.

Per i più pigri, esistono anche 4 linee di autobus, che coprono i percorsi principali. Il capolinea di tutte le linee è al Porto, vicino alla Biglietteria delle compagnie di navigazione. Gli autisti degli  autobus sono gentilissimi, quasi delle guide turistiche per la quantità di informazioni che elargiscono!

Le strade sono incredibilmente strette,  quasi a imbuto e si stenta a credere  che le auto possano passarci, figuriamoci gli autobus! Invece, mentre si trattiene il fiato convinti di restare incastrati tra i muri delle case, l’autista, con grande perizia, passa agevolmente attraverso ogni strettoia!

Torre Murata

Vi consiglio di usare l’autobus per raggiungere il punto più alto di Procida, Torre Murata, perchè la salita è un po’ impegnativa. Torre Murata, 91 metri sopra il livello del mare, è stato il primo nucleo abitativo dell’isola, dove rifugiarsi dalle invasioni barbariche e dei saraceni.  Il panorama da quassù è incredibile, una meravigliosa scenografia e il punto preferito di ogni  turista. Marina di Corricella si distende placida sotto i miei occhi, con le sue case color sorbetto e decine di barchette ormeggiate. Nessuno lascia Procida senza prima essere venuto quassù ad ammirare la vista e scattare qualche fotografia da riportare a casa.

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I due cannoni a lunga gittata sul Belvedere risalgono al 1799, epoca della Repubblica Napoletana. A Torre Murata si possono visitare Palazzo D’Avalos e l’Abbazia di San Michele Arcangelo.

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Palazzo D’Avalos fu costruito nel 1500 insieme alle mura, e nel 1830 fu trasformato in un carcere, che chiuse definitivamente solo nel 1988. Il Palazzo è visitabile previa prenotazione sul sito del comune.

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S.Margherita Nuova

L’Abbazia di San Michele Arcangelo fu edificata nel 1026. La visita è gratuita, ma volendo si può lasciare un’offerta per la manutenzione del sito. Durante la visita all’Abbazia non bisogna tralasciare i sotterranei e la terrazza panoramica: uno splendido affaccio sul mare, con la vista  che va da Capo Miseno a Capri.

Procida
L’ex carcere di Procida sulla sinistra

Corricella

Da Torre Murata scendere verso Marina di Corricella è un attimo. E questo è decisamente il mio posto preferito di tutta Procida!

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Marina di Corricella

Un caleidoscopio di colori, casette colorate letteralmente costruite una sopra l’altra con ripide scale d’accesso, barchette ormeggiate, reti ammassate e gruppetti di pescatori impegnati a spicciarle.

Praticamente un presepe marino, con  ristorantini e localetti, lontano dal traffico di Marina Grande. 

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Qui si respira l’anima più autentica dell’isola, e se ne percepisce la sua identità unica e straordinaria.

Procida

 

Vivara

Procida è collegata da un ponte all’isolotto di Vivara, disabitato e riserva naturale statale. Ha una caratteristica forma a mezzaluna: si tratta di una porzione di cratere di un antico vulcano semi-sommerso. La visita a Vivara è possibile solo di venerdì, sabato e domenica tramite prenotazione e accompagnati da una guida autorizzata. E’ consigliabile prenotare con un po’ di anticipo, e vestirsi adeguatamente, perchè la visita non è molto agevole. In questa riserva ci sono piante rare, conigli selvatici e molte specie di uccelli acquatici. Oltre a importanti ritrovamenti archeologici di origine micenea, sono notevoli i suoi fondali, ricchissimi di pesci e piante.

Le spiagge di Procida

A Procida ci sono diverse spiagge accessibili e molte calette raggiungibili solo via mare. Le spiagge sono di sabbia abbastanza scura, di origine vulcanica. Ci sono spiagge libere e lidi che noleggiano lettini e ombrelloni. Le spiagge che si trovano sul versante est, dove approdano i traghetti, nel pomeriggio restano in ombra, mentre quelle sul versante ovest sono perfette per ammirare il tramonto sul mare.

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I due faraglioni tufacei separano le spiagge di Ciraccio e Chiaiolella
Procida
Il tramonto sui faraglioni di Procida

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Tra queste vi segnalo le lunghe spiagge di Ciraccio e Chiaiolella, con l’omonima Marina: una deliziosa insenatura, con tante barche e alcuni  ristoranti e bar ideali per l’aperitivo.

Sullo stesso versante c’è la famosa spiaggia di Pozzo Vecchio, sulla strada per il cimitero. E’ chiamata anche del Postino, perchè proprio qui Massimo Troisi girò alcune scene di questo celebre film. Presso il Lido Annamaria (l’unico presente) due lettini costano 22 euro, compreso l’uso dei servizi.

La spiaggia di Chiaia è molto nota e si raggiunge a piedi con una scalinata di 182 gradini. Da qui si possono fare splendide foto panoramiche verso Marina di Corricella.

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Chiaia

Dove mangiare a Procida

Ovviamente non ho potuto provare tutti i ristoranti dell’isola (solo per mancanza di tempo), ma posso affermare che la cucina procidana è ottima! Naturalmente i piatti di pesce spopolano, anche se uno dei piatti tradizionali è il famoso coniglio alla procidana.

Considerando quindi che si mangia bene un po’ ovunque, vi segnalo due indirizzi che per me sono top:

  • Chiaro di Luna, a Marina di Corricella. Piccolo bar di fronte alle barchette dei pescatori, dove fare una gradevole pausa dopo il mare o dopo una passeggiata. Provate il sorbetto all’insalata di limoni, coltivati nel loro orto, o l’insalata di frutta del giardino al limoncello. Un’autentica delizia… del resto, i limoni di Procida sono molto rinomati!
  • La Lampara, sempre a Marina di Corricella. Un ristorante dalla posizione invidiabile e una elegante terrazza sul mare, con piatti a base di pesce fresco di giornata. Il cibo è ottimo e la vista sulla marina è spettacolare: la sera, con tutte le luci accese, Corricella sembra un presepe!

Da provare la classica pasta, fagioli e cozze (un sapore unico), e i capunti (pasta fresca acqua e farina) con zucchine e frutti di mare. Se siete golosi come me, assaggiate anche il croccante al cioccolato con mandorle bagnato al rum… un’autentica bontà!

Siccome non posso fare a meno, ovunque io vada (in Italia) di mangiare una buona pizza, ho provato anche la pizzeria più famosa dell’isola, Vefio. In effetti la pizza è molto buona, leggera e digeribile, merito dell’impasto fatto lievitare per ben 36 ore!

Procida resta senza dubbio l’isola di Arturo, di Graziella, di Massimo Troisi, ma è definitivamente anche la mia adesso!

Procida
Santa Maria delle Grazie

 

 

 

 

Picasso

Picasso a Roma

Non è la prima volta che il maestro spagnolo Pablo Picasso è in mostra a Roma. Stavolta però si tratta di celebrare un importante anniversario. Si celebra infatti il centenario del viaggio in Italia, compiuto dall’artista nel 1917 insieme al  poeta e drammaturgo Jean Cocteau e al compositore Igor Stravinskj.

La mostra, allestita alle Scuderie del Quirinale, si chiama “Picasso, tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”. Sono esposte opere importanti, disegni, foto, appunti e lettere relative a questo decennio e che testimoniano l’influenza che la cultura e l’arte italiana ebbero sull’artista padre del Cubismo.

Nel 1917 Picasso viveva a Parigi ed era già il padre consacrato del movimento cubista, da cui stava prendendo le distanze per la sua naturale avversione verso il concetto di stile. Si era nel vivo della Prima Guerra Mondiale e l’atmosfera a Parigi non era certo felice. Convinto dall’amico Jean Cocteau, intraprese il suo primo viaggio in Italia fermandosi a Roma, Napoli , Pompei, Firenze e Milano. L’occasione fu loro data dall’allestimento a Roma, da parte della compagnia dei Balletti Russi,  dello spettacolo Parade. Lo spettacolo si basava su un poema di Jean Cocteau e Picasso doveva curarne il sipario, le scenografie e i costumi. Tutto questo mentre in Europa imperversava  la Prima Guerra Mondiale!

Picasso
Studio per la realizzazione del sipario per Parade

Questo viaggio fu decisivo non solo per la successiva  produzione artistica del maestro, ma anche per la sua vita privata. Infatti, durante il soggiorno romano, conobbe, e in seguito sposò, la ballerina russa Olga Chochlova, dalla quale ebbe il primo figlio, Paul.

Picasso
Arlecchino con violino

Nel dipinto Arlecchino con  violino Picasso esprime il suo amore per Olga e l’intenzione di mettere fine alla sua vita da scapolo.  Infatti,  nello spartito che Arlecchino tiene in mano si legge “Si tu veux”, frase tratta da una canzone d’amore  e che rimanda alla proposta di matrimonio fatta alla ballerina russa.

Olga e la danza sono protagonisti nelle opere di questo periodo, così pure i personaggi della commedia dell’arte, come Arlecchino e Pulcinella.

Picasso entrò in contatto con la cultura popolare italiana, il Classicismo, il Rinascimento e i Futuristi e ne trasse profonda ispirazione per i suoi lavori. L’arte classica, gli spettacoli di marionette, la pittura parietale Pompeiana, le cartoline raffiguranti giovani fioraie o donne in abiti tradizionali ciociari…. tutto in Italia esercitò uno straordinario fascino sulla sensibilità  non solo artistica del grande pittore.

Picasso
Una fioraia
Picasso
L’Italiana

Queste influenze permisero a Picasso il superamento del Cubismo, facilitando la sua naturale predisposizione a passare da una tecnica espressiva all’altra.

Picasso
In “Le retour du bapteme” Picasso riprende il pointillismo di Seurat

Le opere esposte, prestate dai più importanti musei del mondo, esaminano anche il periodo successivo a questo viaggio in Italia. Esse chiariscono le origini del fascino che alcune figure esercitarono sull’artista, come ad esempio la figura di Arlecchino, protagonista della commedia dell’arte italiana e di molte sue tele.

Picasso
Arlecchino e donna con collana
Picasso
Arlecchino allo specchio
Picasso
Un altro Arlecchino
Picasso
Arlecchino musicista
Picasso
Il figlio Paul vestito da Arlecchino

Ci sono anche molti disegni realizzati nello studio di Via Margutta in cui Picasso rappresenta fioraie, popolane, donne in sgargianti abiti tradizionali, così come erano raffigurate sulle cartoline.

Picasso
Foto e cartoline originali dell’epoca

Sono inoltre esposti molti studi, schizzi e disegni realizzati per la messa in scena di altri spettacoli teatrali, non solo Parade.

Il mondo del teatro e la danza affascinavano notevolmente Picasso, che in questo periodo ritraeva spesso i movimenti fluidi di danzatori, acrobati e anche artisti circensi, ma anche i loro momenti di malinconico riposo tra un numero e l’altro.

Picasso
Saltimbanco seduto con braccia conserte

Anche le opere realizzate a Fontainebleau, nell’estate del 1921, derivano dalla meraviglia con la quale Picasso osservò le sculture classiche del museo archeologico nazionale di Napoli. Tra queste, il “Flauto di Pan”, opera da cui il pittore non si separò mai.

Picasso
Il monumentale “Flauto di Pan”
Picasso
Donne che corrono sulla spiaggia

Estremamente interessanti inoltre sono le fotografie originali in cui si vede Picasso con Olga e i loro amici durante la loro vita quotidiana e la visita agli scavi archeologici di Pompei.

Notevole poi è lo scambio di corrispondenza con il poeta Guillame Apollinaire Jean Cocteau. Alcuni bigliettini destinati a questi ultimi sono decorati da Picasso sui bordi, proprio come abbiamo fatto tutti quando a scuola disegnavamo cornicette sui margini dei quaderni.

Tra le sale delle Scuderie del Quirinale ben si comprende la grandezza inarrivabile di Picasso e l’importanza artistica che ebbe nel corso di tutto il XX secolo.

Picasso
Quest’opera, realizzata come un collage, non è mai stata esposta

La mostra prosegue a Palazzo Barberini, dove c’è lo spazio necessario per esporre il grandioso sipario per lo spettacolo Parade, prestato dal Centre Pompidou di Parigi.

Picasso
Picasso in un momento di pausa durante la realizzazione del sipario

Il sipario presenta il retroscena, o meglio il fuori scena dello spettacolo: sulla destra gli artisti, tra cui un Arlecchino, un Pulcinella e un attore vestito da torero, sono riuniti intorno a un tavolo in un momento di pausa, mentre una scimmia si arrampica su una scala colorata sullo sfondo del golfo di Napoli e una ballerina si tiene in equilibrio su un cavallo alato,  che coccola il suo puledrino. Una rappresentazione fantastica e immaginaria di quel mondo intriso di musica, danza, ritmo, colore, allegria ed effimero.

Picasso
Il sipario per il balletto Parade

Per ammirare queste opere straordinarie e farsi sconvolgere dalla potenza espressiva di Picasso restano pochi giorni purtroppo, quindi affrettatevi!

Il costo del biglietto è 15 euro ed è compresa una utilissima audioguida. Il sipario di Parade invece può essere ammirato al costo di 5 euro presentando il biglietto della mostra.

Napoli

Cosa ho amato di più di Napoli

Ultimamente festeggio il compleanno facendo quello che più mi piace: viaggiare! Quindi mi regalo (qualche volta mi regalano) un soggiorno da qualche parte, tenendo anche conto che la stagione non è proprio delle migliori, festeggiando in Novembre. Ma per me, che trovo il bello in ogni cosa, qualunque destinazione è ideale! Quest’anno avevo pensato di fare le cose in grande, e festeggiare il compleanno in Paradiso. Infatti, grazie al mio inguaribile ottimismo, sognavo di andare alle Maldive. Fino all’ultimo mi sono illusa di poterlo fare, poi un perfido e volgare estratto conto mi ha bruscamente riportata alla realtà. E niente, le Maldive dovranno fare a meno di me per quest’anno! Con un budget decisamente ridimensionato, ho cercato una meta più alla mia portata. La scelta è stata facile. Da un po’ di tempo infatti nella mia personale wishlist c’era Napoli, così organizzarmi è stato un attimo!Napoli

Io sono andata in auto, per poter visitare anche i dintorni, ma effettivamente la scelta più comoda sarebbe stata il treno. A Napoli infatti non serve l’automobile, si gira benissimo a piedi e la rete metropolitana è stata una piacevole sorpresa. In più, andare in auto non è nemmeno una scelta economica, poichè in centro i parcheggi sono tutti a pagamento. Ho lasciato l’auto al parcheggio Quick, in Piazza Nazionale, vicino alla stazione Garibaldi. La tariffa giornaliera è di 10 euro, il più economico al centro. Da qui è facilissimo raggiungere la metro.

Napoli
Il Maschio angioino a sinistra e il Vesuvio in lontananza
Napoli
L’inconfondibile Maschio Angioino

Ho alloggiato presso Santa Brigida 16, una bellissima casa vacanze in un palazzo d’epoca, di fronte alla galleria Umberto I, a pochi passi dal Maschio Angioino, Via Toledo e Piazza del Plebiscito. La posizione è semplicemente fantastica, tenetela presente se avete in programma un weekend a Napoli.

Napoli
La Galleria Umberto I

In realtà io ero già stata a Napoli, ma sempre di passaggio per raggiungere Capri o Ischia. Stavolta invece mi sono presa tutto il tempo per visitarla per bene come una vera turista.

Napoli

Non c’è dubbio che Napoli sia una città dalle molte sfaccettature, e che susciti sentimenti contrastanti. O la si ama o la si odia. Non ci sono vie di mezzo. Ma prima di dare giudizi affrettati, bisogna passarci un po’ di tempo e liberarsi da ogni idea preconcetta. E’ vero che Napoli non gode di una buona fama, ma le brutte esperienze possono capitare ovunque nel mondo. Specialmente nelle grandi città. A me hanno rubato le valigie a Milano, per esempio. O il portafogli a Roma. Quindi, basta tenere gli occhi aperti, come del resto fareste a Barcellona, Miami o New York.

Napoli
Panoramica su Napoli e il Vesuvio

Se vi accosterete a lei con la voglia di conoscerla, e non con paura e diffidenza, Napoli vi aprirà il suo cuore. E il cuore di Napoli è la sua gente meravigliosa. I napoletani amano la propria città e ne sono fieri, pur riconoscendone i limiti.  Vi parleranno a lungo delle loro tradizioni e dei segreti della città, consigliandovi cosa vedere e cosa mangiare. Dovunque andrete troverete sempre qualcuno disposto ad accogliervi con un buon caffè, specialmente nei quartieri più umili. Quando avrete bisogno di indicazioni stradali, non farete nemmeno in tempo a chiederle. I napoletani sono il valore aggiunto di questa città!

Napoli
Il Vesuvio visto dalla Baia

Perciò lasciamo perdere i luoghi comuni, e vediamo insieme quello che di Napoli ho amato di più… e che sono certa vi invoglierà ad andarci!

1) Vomero e Castel S.Elmo

La sommità della collina del Vomero offre un panorama su tutta Napoli e il suo golfo, dal Vesuvio a Ischia che è davvero senza paragoni! La vista incanta e vi farà definitivamente innamorare di questa città. Salendo sulle mura di Castel S.Elmo potrete godere di un panorama a 360° gradi e divertirvi a riconoscere le Chiese, le Piazze e i monumenti in lontananza. L’entrata al castello costa 5 euro, e vi assicuro che sono soldi spesi più che bene!

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L’accesso a Castel S.Elmo
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Il portale d’accesso
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La piazza d’armi di Castel S.Elmo
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Dalla piazza d’armi verso il mare
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Castel S.Elmo
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All’interno del castello

Il castello è originario del XIV secolo, e come tutti i castelli aveva scopo difensivo, vista anche la posizione privilegiata. Qui trovò rifugio il vicerè durante la rivolta guidata da Masaniello. In seguito divenne un carcere, mentre oggi è un polo museale che si dedica al dialogo tra le varie discipline artistiche per favorire la pace tra i popoli del Mediterraneo.

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La vista da Castel S.Elmo
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Le mura del castello e la baia di Napoli
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Passeggiando lungo le mura del castello
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…avere Napoli ai propri piedi!
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La vista dalle mura di Castel S.Elmo
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Si riconoscono il Maschio Angioino, la galleria Umberto I, il Palazzo Reale e Piazza del Plebiscito

2) Scalinata Pedamentina

Dal Vomero ho utilizzato questa scalinata per tornare al centro storico di Napoli. E così facendo, ho scoperto il vero cuore della città. Un cuore struggente. Gradino dopo gradino (414 in tutto), si scende attraverso diagonali che passano tra giardini e orti, case arroccate e splendide vedute sulla Baia di Napoli. La scala è del XIV secolo, la più antica della città. In alcuni punti è un po’ trascurata, ma ho letto che è nato un comitato per riportarla allo splendore di un tempo.

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La scalinata Pedamentina
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La scalinata Pedamentina
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Scorci unici!
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Il Vesuvio visto dalla collina del Vomero
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I tornanti della scalinata Pedamentina
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Lungo la scalinata Pedamentina…
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I tetti di Napoli

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3) Il Chiostro di S.Chiara

Avete mai sentito la canzone “Munasterio ‘e Santa Chiara”? Recita più o meno così:

Munasterio ‘e Santa Chiara
tengo ‘o core scuro scuro…
Ma pecché, pecché ogne sera,
penzo a Napule comm’era,
penzo a Napule comm’è?!

Parla di un emigrante che sogna di tornare a Napoli ma ha il terrore di trovarla distrutta dalla Guerra. In effetti, durante la seconda guerra mondiale il Monastero di Santa Chiara subì un bombardamento che lo danneggiò irrimediabilmente. Fu un colpo terribile per la città che vide crollare uno dei suoi simboli. Il bombardamento però portò alla luce l’originaria struttura gotica, che fu seguita durante la ricostruzione durata 10 anni.

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La semplice facciata del Monastero di S.Chiara
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Il Chiostro di S.Chiara
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Gli affreschi del Chiostro

Annesso al Monastero, c’è il Chiostro delle Clarisse, con le sue meravigliose maioliche.  Lo spazio porticato del giardino è diviso in quattro da due viali che si incrociano. Ai lati di questi due viali ci sono 64 colonne ottagonali rivestite in maioliche, così come i sedili che collegano le colonne. Le maioliche rappresentano scene di vita quotidiana, ed è tutto un tripudio di giallo, verde e azzurro. E’ un’oasi di pace in cui rifugiarsi, pur essendo in pieno centro storico. I rumori e il caos della città infatti restano incredibilmente  chiusi fuori!

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Il Chiostro
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Le colonne del Chiostro
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Il Chiostro delle Clarisse
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Le maioliche decorano le colonne e i sedili con scene di vita quotidiana
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Un angolo del Chiostro
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Un’oasi di pace

Napoli

4) Napoli sotterranea

Il sottosuolo di Napoli racchiude un mondo a parte. In Piazza S.Gaetano, in pieno centro storico, si trova l’accesso alla Napoli sotterranea, una delle attrazioni principali della città. Accompagnati da una guida, si scende nelle viscere di Napoli e si scopre tutta una serie di gallerie che furono scavate dai Greci 2400 anni fa, per estrarre il tufo da usare nelle costruzioni. Alcuni cunicoli sono talmente stretti che bisogna mettersi di profilo per poterci passare. Successivamente i Romani usarono questo mondo sotterraneo per raccogliere l’acqua, creando delle vere e proprie cisterne. L’acqua nelle case dei napoletani fu portata direttamente da queste cisterne quasi fino al 1900! Grazie a questa visita, ho conosciuto il ruolo dei pozzari e la leggenda dei monacielli.

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Napoli sotterranea

In questi sotterranei trovò rifugio la popolazione durante i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. Inoltre è possibile visitare i resti di un teatro greco-romano, accedendo da una casa privata.

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Napoli sotterranea
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Resti sotterranei del teatro greco-romano
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Il teatro greco-romano

5) Il cibo!

Partendo dal presupposto che il mio cibo preferito in assoluto è la pizza, potevo trovarmi forse in un posto migliore per mangiarla? La pizza a Napoli è la regina della tavola! Credo non si possa mangiarla male da nessuna parte. Detto questo, io ho provato due tra le pizzerie più conosciute: Brandi e Sorbillo. La pizzeria Brandi si trova in Vico di S.Anna di Palazzo, una traversa di Via Chiaia. E’ una delle pizzerie storiche di Napoli, poichè proprio qui nacque la Pizza Margherita, in onore della visita in città della Regina Margherita di Savoia.

La pizzeria Sorbillo invece si trova in Via dei Tribunali, ma c’è anche un altro ristorante sul lungomare. Da Sorbillo è necessario mettersi in fila e lasciare il nome al cameriere che è sull’uscio. A parte la pizza non si mangia altro, quindi non si resta molto seduti a tavola. Non scoraggiatevi per la fila, perchè i tavoli si liberano velocemente e la pizza è veramente strepitosa!

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La pizza Margherita da Sorbillo

Una trattoria universalmente nota e che da sola vale la visita ai Quartieri Spagnoli, è Nennella. Qui si sceglie tra due menù a 15 o 12 euro, a seconda che si voglia o meno l’antipasto. Il menù comprende primo, secondo, contorno, frutta, acqua, vino e anche il caffè! Vi assicuro che un pranzo da Nennella è un’esperienza da non mancare, non tanto per il cibo in sè, ma per la sua essenza folcloristica e spontanea.

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Da “Nennella”

Napoli è anche la patria della sfugliatella, che esiste in due versioni: frolla o riccia. Non è un dolce che io ami particolarmente, pur essendo molto golosa. Ne ho provato un altro però che mi ha dato la sensazione di assaggiare il paradiso. Sto parlando del Fiocco di Neve, la specialità della pasticceria Coppella in via S.Brigida. Una delizia incomparabile!

6) Il lungomare

Godersi la baia di Napoli passeggiando sul suo lungomare durante una giornata di sole è un must! Partendo dal Maschio Angioino, si passa accanto al Palazzo Reale e si prosegue verso Castel dell’Ovo fino al Lungomare Caracciolo. Una camminata che mi ha permesso di ammirare il Vesuvio sullo sfondo, le barche ormeggiate, i palazzi d’epoca, alcuni dei monumenti principali della città e in lontananza Posillipo.

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Riflessi
Napoli
Rimessaggio sul lungomare di Napoli!
Napoli
Da Castel dell’Ovo verso Posillipo
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Il Vesuvio visto dal mare
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Il lungomare di Napoli
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Castel dell’Ovo
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Castel dell’Ovo
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La Fontana dell’Immacolatella, 1601, opera di Bernini

7) Il Cristo velato

All’interno della Cappella di S.Severo, già di per sè meravigliosa e ricca di opere rimarchevoli, si può ammirare questa scultura in marmo, che ritrae un Cristo morto, adagiato su dei cuscini e coperto solo di un  velo. La spettacolarità di quest’opera sta tutta nella maestria con cui lo scultore Giuseppe Sanmartino ha saputo rendere la leggerezza del velo, che sembra delicatamente poggiato sul corpo nudo di Cristo e  ne lascia intravedere non solo le fattezze, ma anche i segni delle torture subite. Il Cristo velato lascia veramente senza parole, tanto che si vorrebbe toccarlo per credere davvero che sia tutto marmo e non un vero tessuto! Purtroppo nella Cappella di S.Severo non si possono scattare foto, perciò vi rimando al sito ufficiale.

8) Il centro storico

Bighellonare per il centro storico di Napoli mi è piaciuto da matti. Le strade, le piazze, le Chiese, i palazzi d’epoca, i monumenti, le botteghe artigiane e i locali alla moda…. non si può scegliere: tutto ammalia e conquista. Non è un caso se ha meritato l’iscrizione tra i siti Patrimonio dell’Unesco. Il centro storico di Napoli infatti concentra venti secoli di storia, custodendo autentici tesori artistici e storici.

Napoli
Il Maschio angioino
Napoli
Palazzo Reale
Napoli
Palazzo Reale
Napoli
Piazza del Plebiscito
Napoli
Piazza del Plebiscito e la cupola di S. Francesco da Paola

Prendetevi del tempo per visitare il Duomo con la cappella del tesoro di San Gennaro, la Chiesa di Gesù Nuovo e la relativa piazza, il Palazzo Reale e il Teatro S.Carlo, Piazza del Plebiscito e la Basilica di S.Francesco di Paola, Via Toledo conosciuta anche come Via Roma, l’elegante Via Chiaia, la famosa Spaccanapoli, un insieme di vie chiamate così perchè attraversano tutto il centro,  il Maschio Angioino, Piazza S.Domenico Maggiore e la folcloristica Via San Gregorio Armeno, universalmente nota per le botteghe artigiane dedicate all’arte del presepe.

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Via Chiaia
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Piazza del Gesù Nuovo
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L’inteno della chiesa del Gesù Nuovo
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Napoli, centro storico
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Il centro storico di _Napoli
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Il Duomo
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Il Duomo di S.Gennaro
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La cripta di S.Gennaro custodisce le ossa di S.Gennaro
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Le ossa di S.Gennaro
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Arte e storia in ogni angolo!
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La guglia di S.Domenico
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Piazza del Plebiscito by night
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La famosa via dei presepi, S.Gregorio Armeno
Napoli
I negozi artigiani si susseguono uno dopo l’altro
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S.Gregorio Armeno

 

9) I “famigerati” Quartieri Spagnoli

Al di là di Via Toledo ci sono i Quartieri Spagnoli, dove ho trovato la vera anima di Napoli. Nati ai tempi della dominazione spagnola come residenza delle truppe, oggi rappresentano la zona più popolare e genuina della città. I vicoli, stretti tra alti palazzi, sono animati da un continuo vociare , proveniente ora dalle botteghe dei pescivendoli o dalle frutterie, ora dalla gente che, affacciata ai balconi pieni di panni stesi ad asciugare, cala il cestino per ritirare la spesa! Uno spaccato di vita quasi d’altri tempi. Qui le semplici trattorie offrono menù con i piatti della tradizione napoletana (provate la pasta patate e provola!) a prezzi economici. Valgono le regole precauzionali che usereste in qualunque città del mondo, ma addentrarsi nei Quartieri Spagnoli non è affatto pericoloso. Anzi, è proprio qui che ho sperimentato la nota ospitalità napoletana.

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…sui muri dei Quartieri Spagnoli
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Quartieri Spagnoli
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Uno degli accessi ai Quartieri Spagnoli
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Un negozio di fiori ai Quartieri Spagnoli
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Passeggiando per i vicoli dei Quartieri Spagnoli
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Quartieri Spagnoli
Napoli
Murale di Maradona
Napoli
Murale della “Pudicizia”, la statua che si può ammirare nella Cappella di S.Severo

10) La stazione metro Toledo

Con tante bellezze artistiche e uno scenario naturale mozzafiato, vi sembrerà assurdo che annoveri tra le cose che mi sono piaciute di più una fermata della metropolitana. Ma vi assicuro che la stazione Toledo è da molti considerata una fra le più belle d‘Europa. Per me è stato come fare un tuffo “dove il mare è più blu”. Fateci un giro e mi direte se è vero!

Napoli
La stazione della metro Toledo

Di cose belle da vedere e da fare  a Napoli ce ne sono tantissime altre, e non le ho nominate semplicemente perchè non ho fatto in tempo a fare tutto quello che avrei voluto. Questo mi fà sentire un po’ in colpa, quindi ci tornerò presto per visitare i suoi Musei e tutto quello che ho trascurato questa volta.   Se Goethe scrisse “Vedi Napoli e poi muori” in una delle sue lettere del “Viaggio in Italia” ,  io dico “Vedi Napoli e poi muori dalla voglia di tornarci“, perchè Napoli è una città che fà venir voglia di conoscerla più profondamente. Perciò, se siete pratici di Napoli, scrivetemi pure nei commenti i vostri suggerimenti  per la mia  prossima visita. Ne farò tesoro!

Napoli
Dettagli del centro storico
Napoli
Marechiaro
Napoli
Le barche dei pescatori a Marechiaro

Napoli