Giverny e le ninfee di Monet

Giverny  è un piccolo paesino non lontano da Parigi. Deve la sua notorietà a Claude Monet, il più famoso pittore impressionista, che lo rese immortale nei suoi dipinti e che qui si ritirò dal 1883 fino al 1926, anno della sua morte. Qui infatti Monet acquistò una casa abbandonata, facendone la sua dimora e il suo atelier. Ma soprattutto curò a tal punto il giardino da farlo diventare un angolo di paradiso. Oltre alla pittura infatti, aveva una grande passione per la botanica.

Egli stesso progettò il giardino e piantò innumerevoli specie di fiori, in modo che potesse essere pieno di colori tutto l’anno, a seconda delle stagioni. Pensate che deviò addirittura il corso del torrente Epte per realizzare un piccolo laghetto che si adattasse alla sua idea di giardino perfetto. E proprio immerso nella pace di questo giardino, Monet, seguendo la sua ispirazione, ha dipinto molti celebri capolavori. Fra questi, la serie delle Ninfee, donate allo Stato francese in segno di pace dopo l’armistizio del 1918.

Pur amando Monet alla follia e avendo passato ore ad ammirare i suoi dipinti nei Musei in giro per il mondo, non avevo mai pensato di andare a visitare Giverny. La spinta ad andarci me l’ha data un libro, che consiglio vivamente a tutti: “Ninfee nere”,  di Michel Bussi. Ho talmente desiderato vedere con i miei occhi quello che Bussi descrive nelle sue pagine, che una volta a Parigi mi sono ritagliata una giornata per raggiungere questo piccolo villaggio normanno. Naturalmente se si ha solo un week-end a disposizione, o se si visita la capitale francese per la prima volta, può essere difficile includere Giverny fra le cose da vedere. Ma se invece avete tempo, non mancate di fare questa piccola gita, che, vi assicuro, ricorderete per sempre.

 

Raggiungere Giverny

Da Parigi raggiungere Giverny è veramente comodo. Dalla Gare Saint Lazare partono i treni diretti a Vernon, dove si arriva in 45 minuti. Sul sito delle ferrovie SNCF si possono consultare gli orari dei treni. Il biglietto costa dai 9 ai 16 euro, a seconda dell’orario di partenza prescelto. Se si possiede la tessera Navigo settimanale, o un pass mensile, si paga solo l’ultima tratta del viaggio, cioè da Mantes-la-Jolie a Vernon, circa 4 euro. Una volta arrivati alla stazione di Vernon, si prende una navetta direzione Giverny che parte 15 minuti dopo l’arrivo del treno. La navetta si trova appena fuori la stazione, accanto al marciapiedi di destra, non ci si può sbagliare. Il biglietto della navetta costa 10 euro andata e ritorno e può essere acquistato direttamente a bordo. Con una passeggiata di dieci minuti si arriva dal parcheggio delle navette all’entrata della Fondation Claude Monet, l’ente che cura e preserva la casa e il giardino dell’artista.

Quando andare

Senza dubbio il periodo  migliore per visitare Giverny e i giardini di Monet è in primavera, quando esplodono le fioriture, il cielo è luminoso e terso e la temperatura è piacevole. Nei mesi estivi questo villaggio è letteralmente preso d’assalto dai turisti. Per essere tra i primi ad entrare ed evitare la folla, sarebbe opportuno programmare la visita alle 09:30, l’orario di apertura.  In autunno di sicuro ci sono meno visitatori, e si possono ancora ammirare le ultime fioriture, mentre nei pressi del giardino acquatico tutto si tinge di giallo, arancio e rosso.

 

Cosa vedere a Giverny

Ma c’è da chiederlo? La casa e il giardino di Monet, naturalmente!

 

La casa vista da fuori è bellissima, dipinta di un insolito (per quei tempi!) rosa, perfettamente inserita nel giardino, circondata da innumerevoli aiuole fiorite. Appena l’ho vista ho pensato che mi sarebbe piaciuto viverci, e sono sicura di non essere la sola ad averlo pensato. E’ affascinante pensare che Monet vivesse proprio qui, e che qui venissero in visita i più grandi artisti dell’epoca, in cerca della stessa folgorante ispirazione.

La ristrutturazione della casa fu seguita dallo stesso Monet, e per suo volere gli interni sono l’opposto delle buie case borghesi contemporanee. Tutti gli ambienti sono luminosi e dai colori vivaci, come se il giardino proseguisse in casa. La personalità dell’artista è in ogni stanza, specialmente nella meravigliosa cucina dalle mattonelle blu di Rouen e nella sala da pranzo gialla. Appese alle pareti le amate stampe giapponesi,  come le Trentasei vedute del Fuji-Yama di Hiroshige, o le opere di Utamaro e Hokusai, due tra i più grandi maestri del Sol Levante. Gli arredi di tutta la casa sono quelli originali appartenuti a Monet e alla sua famiglia.

Nello studio dell’artista invece, le pareti sono tappezzate da sue opere, o da tele che riceveva in dono dai suoi amici pittori. Naturalmente quelle che vediamo oggi qui sono solo delle copie, gli originali sono al sicuro nei musei più importanti del mondo. Ma immaginate come dev’essere stato conversare con Monet sui grandi temi dell’arte, seduti a bere un caffè circondati da tanta bellezza?

Il giardino, il cosiddetto Clos Normand, è  pura gioia per gli occhi! Le foto non renderanno mai bene la bellezza e l’armonia  che vi regnano. Appena trasferito a Giverny, Monet si mise subito all’opera, stravolgendo l’aspetto originario del giardino, che all’epoca comprendeva un orto e un meleto. Non smise mai di lavorare nel giardino dei suoi sogni, sradicando bossi, abbattendo abeti rossi, seminando e piantando in ordinati vialetti innumerevoli fiori e nuovi alberi.

Sostituì i meli con ciliegi e albicocchi giapponesi, e, come colori sulla  tavolozza di un pittore, creò sul lato sinistro aiuole rettangolari monocolore.  Grazie alle sue conoscenze artistiche, dispose sapientemente zone d’ombra e macchie di colore, in modo che l’insieme fosse armonico ed esaltato dalla luce.

La maestria dei giardinieri di oggi  permette alla magia di rinnovarsi stagione dopo stagione, regalandoci i colori e i profumi di migliaia di rose, narcisi, tulipani, iris, peonie, papaveri orientali, viole, nasturzi…

Il giardino acquatico in stile giapponese

Nel 1893 Monet acquistò  un terreno limitrofo, e, deviando il corso del torrente Epte, creò lo stagno con le ninfee e il ponte giapponese divenuto famoso in tutto il mondo. Era stato sempre affascinato dai riflessi della luce sull’acqua, e il jardin d’eau divenne il suo posto preferito. Alla costruzione del ponte in stile giapponese, affiancò piante orientaleggianti, come ginko biloba, peonie, aceri, bambù, salici piangenti …

 

 

Qui trascorse ore infinite, riproducendo centinaia di volte lo stesso soggetto, con ogni condizione di luce, lavorando spesso su più tele contemporaneamente.

Nonostante seri problemi di vista,  per i quali fu più volte operato agli occhi, dipinse senza sosta sulla sponda di questo stagno, realizzando  i capolavori che tutti conosciamo.

Oggi come allora le ninfee galleggiano pacificamente sull’acqua, circondate dai cespugli e dai rami dei salici piangenti, che sfiorano la superficie dello stagno. Lungo il vialetto e sul ponte giapponese si arrampica il glicine, dai delicati toni del lilla.

 

Per ammirare dal vivo la spettacolare serie delle Ninfee monumentali di Monet, vi consiglio la visita al Museo de L’Orangerie, a mio avviso il  museo più bello di Parigi.

Orari e biglietti per visitare la casa e i giardini di Monet

La casa e il giardino di Monet sono aperti dal 1° Aprile al 1° Novembre e rispettano il seguente orario: dalle 09:30 alle 18:00, con ultimo accesso alle 17:30. Il biglietto d’ingresso costa 11,50 Euro per gli adulti e 7,00 Euro per studenti e bambini dai 7 anni in poi. I minori di 7 anni entrano gratuitamente.

Non è obbligatorio acquistare i biglietti online, ma è fortemente consigliato per non incappare in lunghe code alla biglietteria. Se acquistate i biglietti online, tenete presente che dovrete scegliere un preciso orario di visita e che i biglietti non possono essere cambiati nè rimborsati, quindi fate attenzione. Per acquistare i biglietti sul sito della Fondazione Monet, che gestisce la casa e i giardini, cliccate qui.

Importante: non è permesso uscire e poi rientrare. Se ci si sbaglia e distrattamente si esce all’esterno, bisogna comprare un  nuovo biglietto d’ingresso se si vuole rientrare!

Prima di lasciare Giverny, se avete ancora un po’ di tempo a disposizione,  fate un salto al Museo dell’Impressionismo, per approfondire il ruolo che questo piccolo villaggio ebbe nel movimento impressionista. L’entrata costa 10 euro.

E se volete rendere omaggio alle spoglie di Claude Monet, vi basterà raggiungere la Chiesa di Santa Radegonda. Nel piccolo cimitero che la circonda, il grande artista riposa in pace insieme ad altri membri della sua famiglia.

 

 

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