CRAZY – Schegge di follia al Chiostro del Bramante

La nuova mostra ideata e realizzata al Chiostro del Bramante prende spunto dalla follia, e come chiamarla se non CRAZY?

In un’esplosione di creatività folle, lo spazio meraviglioso del rinascimentale Chiostro del Bramante è invaso sia all’interno che all’esterno da opere sorprendenti e fantastiche. Sono 21 gli artisti di fama mondiale che hanno partecipato a questo evento, alcuni con opere site-specific, realizzate cioè appositamente per gli spazi del Chiostro.

Non aspettatevi una mostra con un percorso lineare, o con un messaggio che, snodandosi tra le varie sale, diventi via via più chiaro. L’intenzione del curatore infatti (sempre Danilo Eccher), è quella di dar sfogo alla libertà espressiva degli artisti, alla violenza folle delle idee, in un labirinto di visioni caleidoscopiche ed esplosive.

La follia è relativa: dipende da chi ha chiuso chi in quale gabbia. (Ray Bradbury)

La mostra

L’impatto è immediatamente scioccante, grazie all’installazione site-specific “Passi”, di Alfredo Pirri. Come già accaduto, il pavimento del Chiostro  del Bramante si fa opera d’arte. Un’opera di cui fruire, camminandoci letteralmente sopra!  Uno specchio enorme, incrinato in più parti,  riveste infatti il pavimento, e tutto ciò che vi si rispecchia appare in modo insolito. Tra le mille schegge dello specchio, osserviamo porzioni di realtà, come in un puzzle da riassemblare. Il Chiostro stesso appare scomposto, ogni angolo svelato da una prospettiva inedita. E poi il cielo, che in questo contesto CRAZY ci appare sotto i piedi. Si, perchè come già detto, questo specchio è calpestabile! La sensazione di muovere i propri passi sopra qualcosa di così fragile, con la paura che si rompa per sprofondare risucchiati dal gelido nulla, ha risvegliato la mia antica paura di camminare sui laghetti ghiacciati. E forse la follia è proprio cadere giù quando non si riesce più a mantenersi in equilibrio sulla sottile linea della sanità mentale.

Non sono strano, bizzarro, fuori di testa nè pazzo. La mia realtà è solamente diversa dalla tua. (Lewis Carroll)

Dal Chiostro si accede nelle varie sale dello spazio museale e la prima opera che si incontra è “Breakthrough”, di Hirschhorn. Una voragine sembra essersi aperta sul soffitto, e quello che c’era al piano di sopra è crollato di sotto. Lo spettatore è costretto a guardare dal basso verso l’alto quello che sta succedendo, un groviglio di nastri di plastica e tubi di cartone che hanno sfondato il soffitto. La violenza del crollo simboleggia la rottura di un preconcetto, ma è anche il ritratto in 3D di un processo intellettivo nel pieno del suo svolgimento, la nascita di un’idea nuova e dirompente.

CRAZY

Sala dopo sala ci si addentra in un percorso volutamente disordinato, che spiazza e attrae al tempo stesso. Non c’è niente di ordinario, come per esempio gli enormi esemplari di asclepiadei di Janet Echelman. Anche qui siamo in una sorta di mondo capovolto, un giardino sottosopra. Questa pianta è conosciuta anche come “erba delle farfalle”, perché amata dalle farfalle monarca, che sono a rischio estinzione a causa della sua rarità. Appesi al soffitto, questi fiori colossali sono stati realizzati con antichi strumenti da pesca che l’artista ha raccolto durante un viaggio in India. Questo materiale particolare produce meravigliose sfumature cangianti, e attira lo sguardo dei visitatori proprio come i fiori reali attirano le farfalle…. è il caso di dire che le farfalle monarca siamo noi!

Dopo le luminarie a terra  di Massimo Bartolini (un altro invito a guardare le cose da una prospettiva diversa) e  il Labirinto total white di Lucio Fontana, c’è il secondo giardino sottosopra di CRAZY. Grandi mazzi di fiori di cera pendono dal soffitto a testa in giù. Ogni bouquet è diverso dall’altro, e tutti hanno un qualcosa di malinconico e macabro al tempo stesso. Sarebbero stati perfetti per “La sposa cadavere”, il film d’animazione (stupendo) di Tim Burton!

La follia di una persona è la realtà di un’altra. (Tim Burton)

Come consuetudine, anche la scala che porta al piano superiore diventa spazio artistico. Questa volta migliaia di farfalle nere fatte di carta hanno invaso le pareti fino al soffitto. La cosa sorprendente è che sembrano tutte uguali, ma guardandole da vicino ci si rende conto invece che sono tutte diverse! Bellissime, ma anche inquietanti come “Gli uccelli” di Hitchcock.

“Hypermania”, è un’installazione (anche questa site-specific) realizzata con estension di capelli sintetici e tessili vari. L’intento dell’artista Hrafnhildur Arnardottir, alias Shoplifter,  è quello di meravigliare e stupire lo spettatore con le infinite sfumature della follia. Un’esplosione fluffy di colori allegri e sgargianti che inonda tutte le sale come un arcobaleno. Che si tratti di una caverna di pelouche o della profondità della nostra mente, viene voglia di lasciarsi avvolgere da tanta morbidezza e magari abbandonarsi un po’ a sogni psichedelici. Per l’islandese  Shoplifter la follia è creatività e senza un pizzico di follia non si può creare nulla di nuovo.CRAZY

Proseguendo si incontrano i tamburi magici di Anri Sala e la cabina armadio dell’artista bolognese Sissi, dove gli abiti, una volta riposti, vivono vita propria.

La ragione è la follia del più forte, la ragione del meno forte è follia. (Eugene Ionesco)

Un sentiero claustrofobico è l’opera di Gianni Colombo. Un tunnel buio che sembra snodarsi nei meandri della mente umana, fra lampi (di genio?) e geometrie fluo.

Per la prima volta anche lo spazio della caffetteria entra a far parte del percorso artistico, grazie alla meravigliosa installazione degli americani Fallen Fruit. Su sfondi giallo, verde, blu e arancio, le pareti della stanza delle Sibille sono decorate con migliaia di grottesche ispirate alla Domus Aurea di Nerone, e più in generale agli affreschi romani.

Si esce da CRAZY scendendo per la “Poured Staircase”, di Ian Davenport. Immaginate una colata di vernice di diversi colori, che inonda i gradini dapprima in modo composto, con linee diritte, per poi dilagare sul fondo in uno stagno pittoresco. L’effetto scenografico dato dal contrasto tra perfezione cinquecentesca e arte contemporanea è pazzesco!

Da questo viaggio nella follia della creatività si emerge più consapevoli, poichè “la follia è un concetto a cui nessuno è estraneo”.

Crazy: Info utili

Il Chiostro del Bramante si trova in Via della Pace, in zona Piazza Navona, a Roma. Gli orari d’ingresso sono dalle 10:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì, e dalle 10:00 alle 21:00 il sabato, la domenica e i festivi. Il costo del biglietto è di 15,00 euro durante la settimana, e 18,00 euro nel week-end. E’ consigliabile acquistare il biglietto online, in virtù del fatto che le entrate sono contingentate. Acquistando il biglietto in loco, si rischia di dover attendere un turno libero o addirittura di non trovare posto in giornata. Ricordatevi di portare degli auricolari per ascoltare l’audioguida direttamente dal vostro smartphone inquadrando il codice QR presente all’interno del Chiostro. L’audioguida è veramente utile, esplicativa e stimolante…. senza non si potrebbe apprezzare al meglio tutta l’esposizione.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito del Chiostro del Bramante.

CRAZY

CRAZY, la follia nell’arte contemporanea, resterà in mostra fino all’08 Gennaio 2023….. non c’è fretta, ma non dovete proprio perderla!

 

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