Centrale Montemartini, da centrale elettrica a polo espositivo

A Roma, sulla via Ostiense, c’è uno stupefacente esempio di come sia possibile trasformare il rudere di un vecchio impianto industriale in un moderno spazio espositivo: la Centrale Montemartini.

Centrale Montemartini

La Centrale Montemartini fu il primo impianto pubblico a Roma per la produzione di energia elettrica. Venne inaugurata nel 1912 e funzionava grazie a turbine a vapore con relative caldaie e motori diesel.

Fu dismessa a metà degli anni ’60 e praticamente abbandonata fino al 1980, quando si decise di ristrutturarla completamente. Così lo storico impianto è tornato a nuova vita: la Sala Macchine e la Sala delle Caldaie, con i relativi ambienti sotterranei, sono stati convertiti in Museo d’arte industriale e di archeologia classica.

La storia del Museo è ufficialmente iniziata nel 1997, con la mostra “Le macchine e gli Dei”, una selezione di opere dal Palazzo dei Conservatori, chiuso per restauro. Il successo fu tale che la mostra divenne permanente, con l’ampliamento degli spazi espositivi e l’aggiunta negli anni di nuove opere da ammirare e riscoprire.

Ciò che rende unica la Centrale Montemartini, oltre al mirabile lavoro di ristrutturazione, è la straordinaria compresenza di antico e moderno, dove il bianco del marmo è esaltato dai toni scuri delle attrezzature industriali.

Accanto ai vecchi macchinari si stagliano capolavori d’arte classica, recuperati durante gli scavi di Roma realizzati alla fine del 1800 e durante il ventennio fascista, quando il centro città fu letteralmente sventrato per far spazio ai nuovi progetti urbanistici.

Alcuni dei reperti esposti sono invece stati salvati dal provvidenziale intervento dei Carabinieri, mentre erano già imballati per raggiungere illegalmente vari compratori nel mondo.

Il percorso espositivo della  Centrale Montemartini segue una linea temporale ben precisa, con opere che vanno dalla Roma repubblicana fino al IV secolo d.C.. Questi capolavori sono ospitati in quattro ambienti principali, che hanno mantenuto il nome dell’originaria funzione; così abbiamo la Sala delle Colonne, la Sala delle Caldaie, la Sala delle Caldaie 2 e la Sala Macchine.

Sala Colonne

La sala delle Colonne, al pian terreno, prende il nome dagli imponenti pilastri presenti, che servivano a sorreggere il peso delle caldaie poste al piano superiore. Si accede a questa sala attraverso una galleria di ritratti in marmo, tutti di epoca repubblicana.

Qui sono testimoniati i trionfi militari, lo sviluppo di Roma e anche l’amore dei Romani per gli oggetti considerati di lusso, adottati dopo le conquiste di Grecia e Oriente.

Trovano spazio anche diversi sarcofagi e reperti di arte funeraria, che per gli antichi Romani aveva grande importanza.

Sala Caldaie

Come è facile immaginare, questa sala prende il nome dalla grande caldaia a vapore del 1950 qui conservata.

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Tutte i reperti archeologici sono esposti intorno a un grande mosaico con scene di caccia, proveniente dagli Horti Liciniani, una ricca dimora di età imperiale. Chissà quanti artigiani avranno lavorato alla sua realizzazione! E chissà quanti piedi avranno calpestato queste piccole tessere colorate!

Tra i tanti capolavori, soffermatevi sulla statua della ragazza che appoggia il mento sulla mano avvolta da uno scialle, e ammirate la perfezione delle pieghe della stoffa: sembra quasi un velo trasparente, attraverso il quale si intravede la mano.

Sala Caldaie 2

Questa sala, atipica rispetto alle altre, ospita tre sontuosi vagoni del treno di papa Pio IX, del 1858: il vagone del trono, il vagone delle benedizioni e il vagone della cappella.

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Sala Macchine

Due enormi motori diesel del 1933, insieme a una turbina del 1915, danno il nome a questa sala, occupandone il centro.

Le dimensioni colossali di questi macchinari, completamente restaurati, offrono uno scenario decisamente insolito per i resti architettonici del centro monumentale di Roma. Tra questi, il frontone del tempio di Apollo Sosiano e gruppi statuari provenienti dai templi di Largo Argentina e del teatro di Pompeo.

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Centrale Montemartini: orari, biglietti e Mic Card

La Centrale Montemartini è aperta dal Martedì alla Domenica dalle 09.00 alle 19.00, ma la biglietteria chiude mezz’ora prima. Il costo del biglietto è di 11 euro (10 euro ridotto). Presentando un documento che attesti la residenza nel territorio di Roma Capitale, il costo del biglietto scende a 10 euro (9 euro ridotto).

Se invece siete titolari di una Mic Card (udite, udite) l’ingresso è completamente gratuito, ma non solo qui: in tutti i Musei Civici di Roma! Non è una notizia fantastica? La Mic Card è una speciale carta che al costo di 5 euro annui permette a tutti i residenti (anche temporaneamente) nell’area metropolitana di Roma di:

  • accedere in modo gratuito e illimitato ai 19 musei civici
  • accedere gratuitamente a 25 siti archeologici della città
  • partecipare a visite guidate gratuite con i curatori, grazie al programma aMICi
  • accedere direttamente al museo, senza file
  • accedere gratuitamente e direttamente agli eventi speciali come Notte dei Musei e Musei in Musica
  • avere uno sconto del 10% nelle caffetterie e nei bookshop dei Musei

La Mic Card si può acquistare online, oppure in tutti i Musei Civici e nei Tourist Infopoint di Termini, Minghetti, Fori Imperiali, Castel Sant’Angelo, Ciampino e Fiumicino aeroporto.

La Centrale Montemartini è stato quindi il primo museo che ho visitato quest’anno utilizzando questa carta, ma ho intenzione, da qui al prossimo Dicembre, di visitarne molti altri. E naturalmente ve lo racconterò qui sul blog!

 

 

 

 

2 thoughts on “Centrale Montemartini, da centrale elettrica a polo espositivo

  1. Amica, hai descritto la Centrale Montemartini nel modo più appropriato, ovvero, quello che ti fa venire voglia di visitarla subito!!
    Credo che con la tua introduzione alla visita, la si possa gustare ancora di più. Quasi quasi ci rivado… 😉

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