Matera, capitale europea della cultura 2019

Di tanti posti che ho visto, in Italia e all’estero, Matera ha avuto su di me un effetto strabiliante! Mi è piaciuto tutto nell’istante esatto in cui ci ho messo piede! Questa città è un tesoro indescrivibile, tanto che viene naturale chiedersi perchè non sia annoverata tra  le cose fondamentali che un turista deve visitare in Italia! E quest’anno è proprio l’anno giusto per visitare Matera, la città dei Sassi, visto che ricopre la carica di Capitale Europea della Cultura 2019.

Avete presente quella sensazione di meraviglia di fronte a qualcosa di spettacolare, per cui si rimane letteralmente “a bocca aperta”? Ecco, io sono rimasta proprio a bocca aperta guardando Matera, e precisamente la zona dei Sassi, per la prima volta.

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Il miglior modo per visitare Matera naturalmente è a piedi, anche perchè tutta la zona dei Sassi è interdetta alle auto. Solitamente mi  piace vagabondare e scoprire da sola le bellezze di un posto nuovo, magari con una Lonely Planet in tasca. E l’ho fatto anche qui, anche se poi ho deciso di fare pure un giro con una guida locale, che con grande passione ha raccontato la sua città e il parco delle Murgia, con le antichissime chiese rupestri.

Per il servizio di guida mi sono rivolta all’agenzia Infomatera, che si trova in Piazza Vittorio Veneto, proprio in centro. La visita ai Sassi dura circa tre ore e costa 20 euro. Stesso costo anche per la visita alle chiese rupestri della Murgia, della durata di due ore. Chiedete  di farvi accompagnare da Raffaele, una guida eccezionale, nato nei Sassi e profondo conoscitore della zona.

Camminare tra le strade e i vicoli di questa città significa ripercorrere le tappe storiche della sua nascita, crescita, declino e attuale rinascita. E’ un susseguirsi di edifici di epoche diverse, con architetture medievali, rinascimentali o barocche, un groviglio di incantevoli piazzette, scalinate ripide, cortili fioriti, orti, ballatoi, terrazze e un numero impressionante di chiese.

Dai belvedere la vista sui Sassi Caveoso e Barisano è unica e spettacolare. Le case e gli edifici in pietra sono incastonati nel paesaggio naturale e si ammonticchiano gli uni sugli altri. Quello che per una casa è il tetto, per la casa superiore è il giardino!

Passo dopo passo ci si sorprende di tanta secolare bellezza, e di come l’uomo si sia adattato al paesaggio, creando qualcosa di unico al mondo. Ogni angolo offre scorci meravigliosi da fotografare, dai belvedere agli stretti vicoli che passano in mezzo alle casette di pietra. Uno scenario talmente perfetto da sembrare irreale.

Credo sia un consiglio superfluo da dare, ma assicuratevi di avere con voi la macchina fotografica sempre carica.  A seconda delle ore del giorno, la luce riveste i Sassi di colori diversi, dal bianco al grigio, dal rosa all’oro.

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Quando poi cala la sera e si accendono le luci delle case e dei locali, sembra quasi di trovarsi di fronte ad un presepe vivente!

Un po’ di storia

La storia di Matera, da “vergogna nazionale” a Capitale Europea della Cultura 2019, è la storia di un meraviglioso riscatto. La storia di come una città e il suo territorio hanno saputo risorgere dalle proprie ceneri, proprio come l’Araba Fenice.

Questa città ha una storia antichissima. Non tutti sanno che la zona di Matera è stata abitata ininterrottamente fin dall’epoca paleolitica. I primi insediamenti furono favoriti dalla conformazione naturale della zona, con i versanti del torrente Gravina che offrivano riparo grazie alle grotte scavate nella roccia.  Da allora la montagna è stata progressivamente scavata verso l’interno, per ricavare abitazioni in cui la temperatura rimaneva costante. Lo scavo era facilitato dalla presenza di calcarenite tenera, una roccia di origine sedimentaria.

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La prima zona abitata di Matera fu la Civita, un’alta rupe rocciosa che domina  le aree ai suoi lati: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Quando si parla di Sassi si parla di questi due quartieri, che rappresentano il centro storico della città.

Matera subì numerose invasioni, da parte di bizantini, longobardi, normanni, aragonesi, arabi e slavi e nei secoli successivi ospitò comunità di profughi da Armenia, Cappadocia, Siria e Asia Minore. Tutte queste influenze hanno avuto un effetto straordinario sulla cultura degli abitanti della città, e hanno dato origine alle stupefacenti chiese rupestri in cui ancora oggi sono visibili affreschi e decorazioni .

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Dal 1400 in poi tutta la città si arricchì di chiese, palazzi nobiliari e monumenti, e conobbe secoli di crescita economica e  commerciale.

Dopo la seconda guerra mondiale, si presentò la “questione dei Sassi di Matera”, provocata anche dalla pubblicazione del libro di Carlo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”. 

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Improvvisamente l’attenzione nazionale si concentrò sulle misere e dure condizioni di vita dei contadini che abitavano i Sassi, dividendo quelle umide grotte con le loro bestie. Il sovraffollamento e le cattive condizioni igienico-sanitarie impressionarono Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, venuti a sincerarsi di persona della drammaticità della situazione. Matera fu definita senza mezzi termini “la vergogna d’Italia”. Il governo si impegnò a risolvere la “questione”, finchè nel 1952 si diede inizio allo sgombero dei Sassi che terminò nel 1961. Ben 17.000 persone furono trasferite dai Sassi ai nuovi quartieri appositamente realizzati.

Questo fu il periodo più buio della storia di Matera, anni tremendi che segnarono profondamente la città e i suoi abitanti. I Sassi, dichiarati inagibili, furono dimenticati e abbandonati al degrado.

Solo negli anni Ottanta si è cominciato a sentire la necessità di recuperare questi luoghi così ricchi di storia e così importanti dal punto di vista socio-antropologico. Le case-grotta sono state rese abitabili, o trasformate in locali commerciali, mentre altre sono state preservate con gli arredi originali e trasformate in musei. Grazie ad  un grande e paziente lavoro di riqualificazione e sviluppo, Matera è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1993. Questa data segna la definitiva rinascita della città dei Sassi, fino alla nomina di Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019.

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Cosa fare a Matera

Anche se perdersi tra le viuzze dei Sassi, in un continuo saliscendi sulle scale di pietra, è già di per sè un’attività entusiasmante, ci sono molte cose da visitare e scoprire.

La Cattedrale di Matera, terminata nel 1270, si trova sull’altura della Civita, in mezzo ai due Sassi. Lo stile è romanico-pugliese a tre navate ed è dedicata a Santa Maria della Bruna, protettrice della città. Mentre l’esterno ha mantenuto il suo aspetto originario, con un bellissimo rosone a sedici raggi sulla facciata, l’interno ha subito diverse trasformazioni con aggiunte di stucchi, cornici e decorazioni dorate.                                                         dscn0219

Vicino alla Cattedrale, c’è Casa Noha, dove immergersi in un racconto filmato straordinario che ricostruisce la storia della città, dalla preistoria al presente: “I Sassi invisibili”.

La chiesa di S.Francesco d’Assisi è stata edificata sulla preesistente chiesa ipogea dei SS. Pietro e Paolo, ancora oggi visitabile. Pare che lo stesso S.Francesco d’Assisi visitò la chiesa nel 1218.

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Il Palombaro Lungo è una enorme cisterna sotterranea che si trova sotto Piazza Vittorio Veneto, la piazza centrale di Matera. Era la principale riserva idrica della città, collegata ad una fonte naturale da una elaborata rete di canali. Fino ai primi del Novecento garantì alle famiglie l’approvvigionamento di acqua, ma nel 1926 venne definitivamente chiuso, con la realizzazione del nuovo acquedotto. Vale assolutamente la pena di visitarlo, per comprendere dalla voce della guida il complesso sistema di raccolta e smaltimento delle acque in  uso nei Sassi.

Piazza Vittorio Veneto è la piazza principale, il classico salotto buono della città. Delle aperture sulla pavimentazione mostrano il livello originario della piazza e svelano l’esistenza di una vera e propria città sotterranea, connessa con i Sassi. Si affacciano sulla piazza il Palazzo dell’Annunziata, ex convento, la chiesa dei Cavalieri di Malta, Materdomini, e la chiesa e convento di S. Domenico, del 1230, con un bell’organo del 1600.

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La chiesa di S.Giovanni Battista, terminata nel 1233, era considerata il gioiello architettonico di Matera nel Medioevo.

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La chiesa di S. Pietro Caveoso risale al XIII secolo, ma è stata modificata più volte nel corso dei secoli. Si trova in posizione strategica e offre una panoramica eccezionale sul Parco della Murgia.

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Madonna de Idris e S.Giovanni in Monterrone sono due chiese collegate, al centro del Sasso Caveoso, sullo sperone roccioso che domina la Civita. Notevoli gli affreschi del XII secolo.

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La chiesa del Purgatorio, nella centralissima Via Ridola, ha una particolarissima facciata decorata con teschi e scheletri, simboleggianti la morte e la redenzione dei peccati.

Palazzo del Sedile, nella bella e omonima piazza seicentesca, oggi ospita il Conservatorio. Con il termine Sedile si indicava il Parlamento comunale, che risiedeva qui dal 1540.

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La casa grotta del Casalnuovo, nel cuore del Sasso Caveoso, è un esempio di una tipica abitazione scavata nella roccia. Conserva gli arredi originali dell’epoca, ed è una tappa fondamentale per poter capire il duro stile di vita dei contadini che vi abitavano.

In queste case-grotta, dove l’unica fonte di luce e aria era la porta d’ingresso, vivevano intere famiglie insieme ai loro animali. Le condizioni igienico-sanitarie erano critiche, e in questi ambienti l’umidità era notevole. Il tasso di mortalità dei bambini con età inferiore ai tre anni era del sessanta per cento! Annessa a questa casa grotta, c’è la Cripta di S.Andrea, del XII secolo. All’interno vi sono affreschi, bassorilievi, cisterne e un’antica sepoltura.

La casa grotta di Vico Solitario, sempre nel Sasso Caveoso, è un’altra casa grotta da visitare per poter ammirare mobili e oggetti di chi vi abitava. Accanto c’è la Neviera, dove veniva raccolta e conservata la neve che cadeva d’inverno e che rappresentava un serbatoio per il ghiaccio da vendere in seguito.

 

Curiosità

  • Dovunque  a Matera si possono notare sculture a forma di gallo, di varie dimensioni. Si tratta del Cuccù, un tipico prodotto di artigianato locale in terracotta. E’ un fischietto dai colori vivaci, che in passato veniva messo sul camino nelle abitazioni, o sulle culle dei bambini non ancora battezzati, per allontanare il maligno.
  • Matera è stata il set di moltissime pellicole cinematografiche. Molti grandi registi sono rimasti affascinati dalla città dei Sassi, per la sua architettura e il contesto paesaggistico. Tra i film più noti girati qui, “Il vangelo secondo Matteo”, di Pier Paolo Pasolini, “La Lupa”, di Alberto Lattuada e “La passione di Cristo”, di Mel Gibson..

Dove alloggiare a Matera

Con la riqualificazione dei Sassi, molte antiche abitazioni e case-grotta sono diventate strutture ricettive. Alcune di queste sono state trasformate in hotel moderni e dotati di ogni comfort, mentre altre sono state ristrutturate diventando alloggi di charme.

 

Io ho alloggiato presso Il Gufo e la Pupa, a due passi da Piazza Vittorio Veneto, una deliziosa casa vacanze che offre una spettacolare vista sulla Civita e sui Sassi.

La Locanda San Martino vanta una bellissima spa, ospitata in un grande ambiente scavato nella roccia centinaia di anni fa. E’ il luogo ideale in cui ritemprarsi dopo una giornata in giro per i Sassi. L’ingresso costa 25 euro per gli ospiti esterni e 20 euro se si alloggia qui. Vi assicuro che vale veramente la pena fare una nuotata sotto queste volte rocciose, e rilassarsi nella sauna o nel bagno turco.

Se volete invece un’esperienza più esclusiva, Vi segnalo Sextantio, un albergo diffuso che ha il suo gemello a Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo. Tutto il complesso, un progetto culturale di recupero conservativo di 18 grotte, è collocato nella Civita, a strapiombo sul torrente Gravina, di fronte al Parco della Murgia e le sue chiese rupestri.

Cosa mangiare a Matera

In- Italia si mangia divinamente dappertutto, si sa. Viaggiare nel nostro paese significa anche godere dei piaceri della tavola, e conoscere sapori sempre nuovi. Cosa c’è di meglio che mettersi a tavola e gustare i prodotti tipici di un luogo, dopo averlo visitato?

A Matera ho scoperto diversi prodotti tipici, tra i quali non posso non citare il famoso pane materano Igp, dalla forma che ricorda il paesaggio della Murgia. Grazie alla lunga lievitazione è altamente digeribile e si conserva per più di 15 giorni!

Poi ci sono i peperoni cruschi, cioè croccanti.  Questi peperoni vengono prima essiccati al sole e poi fritti. Possono essere mangiati da soli, come delle patatine, o per condire pasta, patate o pesce. Il piatto tipico, quello che troverete in ogni ristorante, è la Cialledda, un’insalata di pane raffermo, pomodori, cipolle e origano, arricchito a volte con sedano e olive.

La cucina materana risente anche molto della vicinanza con la Puglia, e infatti le tipiche orecchiette sono molto diffuse in molteplici varianti.

A Matera si mangia veramente bene ovunque. Se volete un consiglio per un posto un po’ insolito, vi segnalo il ristorante vegetariano “Fior di Cucuzza”: ingredienti biologici a km zero, preparati da mamme lucane in un ambiente accogliente e familiare.

Tra le cose buone da comprare e riportare a casa, da non perdere la crema di pistacchi dolce…. una delizia unica!

Quindi che aspettate? Fate i bagagli e partite alla volta di questa città che è un disarmante inno alla bellezza, perchè questo è l’anno giusto per restituire a Matera tutta l’attenzione che merita!

Per conoscere tutte le iniziative e gli eventi di quest’anno speciale, andate sul sito di Matera 2019. 🙂

 

 

 

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