Marrakech, la città rossa

Non potete immaginare da quanti anni sognassi di visitare Marrakech !  E’ sempre stata nella mia lista dei desideri….. è vero che la mia lista si allunga sempre più, ma Marrakech è stata sempre in cima, insieme a Machu Picchu in Perù e il Taj Mahal in India, mentre le Piramidi di Giza e Palenque in Messico sono riuscita a visitarle anni fa.

Marrakech
Bienvenue!
Marrakech
Marrakech
Marrakech
Place des Epices

Chiamata la “città rossa” per il colore dei suoi edifici costruiti in pietra arenaria, Marrakech è la più importante delle quattro città imperiali del Marocco.

Fin dalla sua fondazione, nel 1062, la città ha sempre avuto un ruolo preminente in ambito culturale, religioso e commerciale non solo all’interno della nazione marocchina, ma per tutta l’Africa sub-sahariana.

Qui c’è il più grande mercato tradizionale berbero del Marocco, il famoso souk, dove si potrebbero passare giornate intere a curiosare tra un’infinità di prodotti più o meno artigianali.

Voglio iniziare a parlare di Marrakech con una rassicurazione: non è affatto un posto pericoloso. Prima di partire mi era stato detto che fosse un posto poco sicuro, per le donne in particolare. Il bello è che chi mi ha messa in guardia, in realtà non è mai stato a Marrakech, ma parlava per sentito dire. E questo la dice lunga sui pregiudizi che un po’ tutti abbiamo, verso certi luoghi e purtroppo anche verso le persone.

Noi siamo partite in sei, tutte donne, e nessuno ci hai mai infastidite in quanto tali. Certo, siamo state avvicinate continuamente, ma l’intento non è mai stato quello di importunarci, piuttosto quello di venderci qualcosa o invitarci a visitare questo o quel negozio.

Ci è anche capitato di essere avvicinate da chi voleva offrirsi come tassista, accompagnatore per escursioni varie o più semplicemente portarci da qualche parte in cambio di una mancia  quando ci siamo perse. Perchè a Marrakech ci si perde. E anche molto facilmente. E’ nell’ordine delle cose: le piantine non sono affidabili e neanche Google Maps riesce a districare il fitto reticolo di stradine della Medina, il cuore della città.

Ma noi questo abbiamo imparato: che perdersi è il modo migliore di visitare Marrakech. Senza spazientirsi, farsi prendere dall’ansia o dalla fretta. Nella vita di ogni giorno siamo abituati a programmare ogni cosa, le nostre giornate sono scandite da orari e impegni pianificati con largo anticipo e abbiamo dimenticato quanto sia bello semplicemente vagare, scoprire, fare nuove ed inaspettate esperienze. Girare senza una meta definita ci ha portato a scovare angoli caratteristici, strade meno turistiche e localini cool.

Marrakech

Pur essendo una città estremamente turistica, l’atmosfera si è mantenuta autentica e vivace.

Marrakech

E quando il caldo o il caos del souk e delle strade trafficate diventano troppo stressanti, è un piacere sedersi da qualche parte sorseggiando un delizioso thè alla menta o rientrare a rinfrescarsi nella piccola piscina del proprio riad.

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Un po’ di relax

Se visiterete Marrakech vi consiglio spassionatamente di alloggiare in un riad! Si tratta delle caratteristiche strutture abitative urbane del Marocco: costruite a più piani, intorno ad un cortile centrale, dove spesso si trovano una  piscina o una fontana, e completamente chiuse all’esterno. Tutte le finestre infatti danno verso l’interno e affacciano sul cortile. Questa caratteristica rende il riad una fresca oasi di pace in cui rifugiarsi, mentre il caos cittadino resta incredibilmente chiuso fuori.

Marrakech
Riad BE Marrakech
Marrakech
Riad Anjar

Non ho avuto il tempo di visitare i quartieri nuovi della città. La Medina, il cuore di Marrakech, mi ha assorbito completamente, con i suoi colori vivaci, i suoi odori, i portoni tutti diversi gli uni dagli altri e una miriade di maioliche decorate a mano.

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La Medina è completamente circondata da mura ed è quasi totalmente interdetta alle auto. Al suo interno si gira solo a piedi, che è l’ideale per poterne apprezzare ogni aspetto.

Marrakech

Quando si parla di Marrakech, tutti hanno subito in mente la sua piazza principale, la più famosa di tutta l’Africa: piazza Jemaa el-Fnaa, intorno alla quale ruota tutta la città.

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Uno dei lati di Piazza Jemaa el-Fnaa

E’ una piazza enorme e  caotica, che cambia faccia a seconda dell’ora del giorno. Di mattina infatti vi si svolge un grande mercato all’aperto, dove è possibile acquistare frutta, spremute, uova di struzzo, ma anche datteri e stoffe, ceramiche e svariati prodotti artigianali. Non mancano tatuatori all’hennè, chiromanti, incantatori di serpenti e ammaestratori di scimmie, suonatori e cantastorie.

Nel tardo pomeriggio, il mercato viene rimpiazzato da bancarelle che cucinano al momento, intorno alle quali vengono disposte panche e tavoli. Qui si può cenare spendendo veramente pochissimo, ma non mi sento di consigliarlo. Quello che invece vi consiglio è di salire sulla terrazza panoramica di uno dei numerosi locali che si affacciano su Jemaa el-Fnaa.

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Piazza Jemaa el- Fnaa

Da lassù infatti si ha una vista unica sulla piazza animata e sulla moschea Koutobia. Non servono alcolici intorno alla piazza, quindi aspetterete il tramonto bevendo un profumatissimo thè alla menta, mentre cominceranno ad accendersi le luci tutt’intorno a mano a mano che il cielo diventa più scuro.

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Cala il buio su Jemaa el-Fnaa
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Un thè alla menta con vista su Jemaa el-Fnaa

Il thè alla menta è la bevanda simbolo, ci è stata offerta ovunque, anche nei negozi dove ci siamo fermate per un po’ di shopping. In realtà è un vero e proprio rito, come ci hanno spiegato da Lotus Chef, dove abbiamo frequentato un corso di cucina marocchina, ma di questo vi parlerò prossimamente.

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Dove e cosa mangiare a Marrakech

Ma non si vive di solo thè, quindi, alla disperata ricerca di uno Spritz, abbiamo trovato il bellissimo Cafè Arabe. Oltre ad un fornitissimo bar, con personale gentile ed educato, è anche un ottimo ristorante che offre cucina marocchina e italiana (!). Inutile dire che tutti i giorni all’ora dell’aperitivo eravamo lì!

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Cafè Arabe

Per fare una pausa e riposarsi un po’, vi consiglio due ristoranti che sono sulla stessa piazza, l’animatissima Place des Epices: il  Cafè des Epices e il Nomad. Assicuratevi un tavolo in terrazza con vista sui tetti rossi di Marrakech e sulla vita brulicante del souk e della piazza. Anche qui però non si vendono alcolici.

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La terrazza del ristorante Nomad
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I cappelli del ristorante Nomad

Per ammirare il tramonto in piazza Jemaa el-Fnaa non avrete che l’imbarazzo della scelta. Tutti i locali e ristoranti che vi si affacciano hanno terrazze panoramiche, che si riempiono quando il sole incendia il cielo e gli edifici tutti rossi. Noi abbiamo provato il Cafè France, tra i caffè più antichi della piazza. Il locale mantiene una bella atmosfera d’epoca, e questo attira moltissimi turisti. Abbiamo bevuto il nostro thè alla menta (qui non eccezionale, ahimè!) sedute ad un tavolo della terrazza superiore, il posto migliore da cui scattare fotografie.

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Un thè alla menta al Cafè France

Nei pressi di Jemaa el-Fnaa si trova il bellissimo ristorante Le salama. Abbiamo cenato allo Sky Bar, dove sul soffitto sono fissati tantissimi vasi con piante ricadenti (potos) che creano un’atmosfera esotica. Il locale è molto curato, servono alcolici,  cibo e servizio  buoni (nonostante abbia letto il contrario su tripadvisor).

Cosa si mangia di buono a Marrakech? In assoluto tajine! Con la parola tajine si intende sia la pietanza, sia il caratteristico piatto con coperchio conico in terracotta usato per cucinarla. Ci sono vari tipi di tajine, noi le abbiamo provate quasi tutte: di sole verdure, o con pollo,limone e olive, o con agnello,prugne e mandorle, oppure quella con manzo e carote. La cottura lenta e l’aggiunta di spezie come zenzero, curcuma, pepe e chi più ne più ne metta, donano a questo piatto un sapore unico

Marrakech
La tipica tajine usata per la cottura

Oltre alla tajine, da provare assolutamente a Marrakech c’è il cous-cous. Per mangiare il tradizionale cous-cous marocchino, fatto proprio come nella cucina di casa, siamo andate da Naima. Il ristorante è molto piccolo, con solo una signora che cucina e serve ai tavoli. Non c’è un menù, e non vengono servite nemmeno delle bevande, se non il classico thè alla menta di benvenuto. Appena ci si siede, la signora comincia a preparare l’unico piatto disponibile: il vero cous-cous marocchino cotto nel brodo di carne, con verdure, pollo, cipolle caramellate e ceci. Quando è pronto, la cuoca lo porta in tavola e si mangia tutti dallo stesso piatto. Posso assicurarvi che un cous-cous così si ricorda! Quando è il momento di pagare , la cuoca, siccome  non parla nessuna lingua se non la sua, sceglie tra un insieme di foglietti già scritti qual’è il conto. Il costo è all’incirca 100 dirham a persona, più o meno 10 euro.

Marrakech
Ristorante Naima

Ottima anche la cucina del riad BE Marrakech. Qui in realtà  avrei tanto voluto soggiornare, ma trovare camere libere è veramente difficile! Ci siamo accontentate di andarci a pranzo e passarci mezza giornata. Ci è stato servito un ottimo antipasto con varie pietanze vegetariane, tutte squisite, mentre  il piatto principale si può scegliere tra vari tipi di tajine.

In Marocco si mangia decisamente bene!

Marrakech
La moschea Koutoubia

Qualche piccolo consiglio su Marrakech….

Come vi ho già detto, Marrakech non è un luogo pericoloso. Ma qualche accortezza bisogna comunque averla. Intendiamoci, nulla di più di quelle che avreste in qualunque altra città del mondo. Se qualcuno si offre di portarvi da qualche parte perché vi siete persi, sappiate che poi esigerà una mancia per questo servizio. Potrà capitare che, anche di fronte al vostro rifiuto, vi accompagnino lo stesso, pretendendo comunque di essere pagati. Decisamente una situazione fastidiosa!

Se vi dicono di lavorare per il vostro riad, non credeteci! Sono solo trucchetti per farvi arrivare magari al negozio di qualche loro conoscente ed estorcervi del denaro!

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Chiedete sempre il permesso prima di fotografare qualcuno. Molti infatti non vogliono essere ripresi, poichè ritengono che la macchina fotografica possa appropriarsi non solo della loro immagine, ma anche della loro anima. Per esempio io ho rischiato che mi tirassero una bottiglia di  plastica mentre fotografavo una piazza! Gli incantatori di serpenti e gli ammaestratori di scimmie sono lí per essere pagati, e si arrabbiano anche molto se non ricevono soldi dopo essere stati fotografati.

Se il vostro riad è all’interno della Medina, sappiate che difficilmente sarà raggiungibile in taxi.  Sicuramente sarete lasciati alla porta d’accesso più vicina, ma poi dovrete proseguire a piedi. La sera del nostro arrivo, per evitare di perderci, abbiamo usato il servizio transfer dall’aeroporto che ci ha offerto il nostro riad. Si è rivelato molto utile, perchè oltre ad aver ottimizzato i tempi, era incluso nel prezzo anche un servizio di porteraggio, così non abbiamo dovuto trascinarci dietro i bagagli. Ci è costato un totale di 50 euro in sei.

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Per gli spostamenti in città ci è capitato di usare il taxi più di una volta. Ricordatevi sempre di contrattare la tariffa prima di salire a bordo. Noi abbiamo sempre usato un unico taxi in sei, accordandoci sempre sulla cifra di 10 dirham a testa (1 Euro).

Non è conveniente cambiare i soldi in aeroporto. Meglio farlo in città, in banca o presso gli uffici cambi. Personalmente ho avuto grandi difficoltà a prelevare contanti presso gli sportelli bancomat, forse perchè non avevo avvisato la mia banca. Nei ristoranti sono accettate tutte le carte di credito, mentre gli acquisti nel souk si fanno in contanti.

Marrakech
Il souk

In uno dei prossimi post vi parlerò più dettagliatamente del  souk . Intanto sappiate che bisogna contrattare per ogni acquisto che si intende fare. E anche tanto. Il prezzo di partenza che viene chiesto generalmente è triplicato rispetto a quello che poi il venditore si aspetta di ricevere. La trattativa fa parte della vendita, non si può prescindere da questo. Non siate timidi, ma contrattate solo per quello che realmente volete acquistare!

Come bisogna vestirsi a Marrakech? A Maggio le giornate passavano dal fresco di mattina e sera, al  caldo del pomeriggio. E’ bene avere sempre con sè una giacca da poter indossare quando cambia la temperatura.

Vista la grandissima presenza di turisti, a Marrakech  sono piuttosto tolleranti in fatto di abbigliamento. Ma se non si vuole attirare troppe attenzioni, e comunque  anche solo per rispetto verso la cultura del paese che ci ospita, è meglio evitare abiti succinti, come top scollati, shorts o minigonne. Noi avevamo sempre a portata di mano una pashmina con cui eventualmente coprirci le spalle. Nei ristoranti o nei locali invece si può vestire più liberamente.

All’interno del souk può esserci molta confusione, tenete gli occhi aperti perchè potrebbero esserci dei borseggiatori. Anche se le botteghe sono tutte appiccicate tra loro e le stradine interne sono strettissime, fate attenzione a non essere investiti dai motorini che sfrecciano velocissimi incuranti della gente che cammina o si ferma a fare acquisti.

Marrakech
Nel caos del souk i motorini sfrecciano velocissimi

Generalmente nel souk i negozi chiudono piuttosto tardi, tranne il venerdì, che è giorno di preghiera. Può essere problematico girare per il souk quando tutte le attività sono chiuse, perchè non si hanno più punti di riferimento. Mentre di giorno è relativamente facile orientarsi ricordando questo o quel negozio, quando è buio ed è tutto chiuso sembra di girare attraverso un labirinto senza uscita.

Io sono stata a Marrakech durante il ramadan e molti monumenti per questo osservano un orario ridotto. Conviene conoscere prima gli orari di chiusura così da ottimizzare i tempi ed evitare di farsi chiudere i cancelli in faccia (ovviamente mi è capitato proprio questo!).

Non perdete i prossimi post, per conoscere meglio questa città, che non ha affatto tradito le mie aspettative.

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